Le storie

Daniela

35 anni, diagnosi a 32

“Hai preso una gomitata? Una pallonata? Una botta?” “No” risposi.
Non poteva essere, ero troppo giovane, e invece nel giro di un paio di settimane sono stata operata. Una doccia fredda. Perché proprio a me? Una reazione comprensibile, ma che non ti aiuta a stare meglio. Allora trasformi la domanda in un’altra: e adesso cosa faccio? Non hai scelta, devi lottare per la vita e non arrenderti. Dopo l’operazione di mastectomia sinistra, la dissezione ascellare e le terapie, mi aspettava la prova che mi metteva più paura, perché mi avrebbe portato a un cambiamento fisico radicale, la perdita di ciò che amavo di più, il mio punto di forza e la mia femminilità: i capelli. Cerchi la forza per guardarti ancora allo specchio e convincerti che devi piacere per quello che sei, e non per come sei. Facile a dirsi…

In quel momento in cui mi sentivo persa ho capito che non ero sola, avevo vicino la mia famiglia e ho compreso il vero valore della parola amicizia. Oggi rivivo con distacco quello che è successo, come se fosse capitato a qualcun altro. Quando riguardo le vecchie fotografie, in cui appaio così sicura di me, con i capelli lunghi e curati, capisco che quella finta forza era la mia più grande fragilità. La malattia mi ha smascherato, mettendo a nudo la vera me. Così ho cominciato il viaggio più duro, ma anche il più gratificante, quello dentro me stessa… e ho iniziato a volermi bene davvero.


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Date: Aprile 20, 2018
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