Mi sentivo spesso sopraffatta dallo scorrere troppo rapido del tempo, dall’ansia, dalla paura e dalle aspettative mie e di chi avevo intorno.
Ero un bersaglio facile per un male subdolo come il cancro.
Dopo l’operazione, in un misto di incredulità e determinazione, ho iniziato a vivere dentro a una bolla.
In questa dimensione mi sono riavvicinata a Dio.
Sono infinitamente grata anche all’amore del mio cane Ciok, da tredici anni al mio fianco, che mi ha dimostrato cosa sia la pazienza e la comprensione, ogni volta che non avevo forza sufficiente per portarlo fuori o giocare con lui.
Ho imparato a chiedere aiuto.
Aprile 16, 2018