Non ho avuto il tempo di capire, mi sono trasformata in un automa.
Sono stata solo capace di ritagliarmi del tempo prima dell’intervento per ritornare sui monti di “me bambina”.
Ero abbronzata, apparentemente in forma.
Volevo affrontarlo il cancro, così gli ho dato un nome: Barbablù.
Vivevo una vita parallela su Internet a cercare notizie, confrontarmi con altri ha colmato il senso di solitudine e lenito paure.
Mi aspettavano 16 chemioterapie, ero terrorizzata dagli aghi dopo la penicillina da bambina.
Avrei perso i capelli, tutti avrebbero capito. Non volevo la parrucca, non volevo nascondermi.
Aprile 16, 2018