A mia madre non ho detto nulla, sono andata a trovarla in Calabria prima di iniziare la chemioterapia.
Mia figlia mi è stata vicino ventiquattro ore al giorno, mi sentivo in colpa, non volevo darle questo peso.
Mio marito, che pensavo fragile, si è rivelato un sostegno fondamentale.
Il futuro è oggi e ho deciso di non privarmi di quello che mi fa stare bene, un caffè con un’amica, un viaggio.
Sono stata così vicina alla morte che mi sono sentita rinascere.
Aprile 16, 2018